Bosco Sodi

1970, Città del Messico, Messico

Bosco Sodi è noto a livello internazionale per le sue opere materiche e cromaticamente potenti, che uniscono gestualità pittorica, alchimia della materia e forza naturale. Dopo gli inizi tra Messico, Spagna e Stati Uniti, sviluppa una pratica incentrata sull’uso di pigmenti puri, polveri, sabbie vulcaniche e materiali organici. Le sue superfici, spesso monocrome, sono il risultato di un processo spontaneo, dove l’artista cede parte del controllo alla materia e al tempo.

Per Sodi, l’opera è un corpo vivo, che respira, muta, si crepa, dialoga con lo spazio e la luce. Le sue installazioni e grandi tele circolari o rettangolari abitano gallerie e musei in tutto il mondo, come la Fondazione Marconi, il Museo Nacional de Arte di Città del Messico, la Kasmin Gallery e la Fondazione Giorgio Cini.

Bosco Sodi 3528-A 2020

Bosco Sodi

Untitled, 2020
Pigmento puro e materia organica, diametro 186 cm

Quest’opera circolare del 2020, dal colore rosso intenso e dalla texture granulosa, è un esempio emblematico della poetica di Bosco Sodi. Realizzata con pigmenti naturali e impasti materici, l’opera si presenta come una superficie tellurica, scabra, viva, in continua trasformazione. Le crepe e le variazioni della materia evocano fenomeni geologici, gestazioni organiche, il tempo come processo naturale.

Il rosso vibrante – simbolo di sangue, energia, passione – amplifica l’impatto visivo e sensoriale. Il cerchio, forma archetipica e perfetta, racchiude una forza primordiale, in bilico tra pittura e scultura, tra gesto umano e forza della terra.

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