IL PROGETTO

Cervino 28 nasce da una trasformazione. Dove oggi vivono le opere c’era un ex spazio industriale vuoto, sporco e abbandonato: ambienti spogli, superfici annerite, l’eredità grezza di un passato produttivo.

La scelta di Torino non è casuale. Città dall’energia creativa e dal tessuto culturale dinamico, con eventi di rilievo internazionale come Artissima e la Contemporary Art Week, è riconosciuta come una delle capitali europee dell’arte contemporanea.

Alla ricerca del luogo giusto, Stefano Rastrelli ha cercato a lungo in tutta Italia, finché ha trovato in via Cervino 28 il contesto perfetto: un ex edificio industriale, grezzo ma carico di potenziale.

La ristrutturazione - complessa e articolata, durata quasi tre anni e seguita da un giovane studio di architettura - ha trasformato l’edificio conservandone le caratteristiche originarie. Cemento, ferro e vetro convivono con le opere: la memoria industriale del luogo diventa il fondale della contemporaneità.

Il risultato è un ambiente in cui il passato del luogo e le opere convivono. La storia di Cervino 28 è la storia di questa trasformazione: una visione diventata architettura.

Video di com'era Cervino 28

PRIMA E DOPO

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LA RISTRUTTURAZIONE IN IMMAGINI

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