Francesco Clemente
1952, Napoli (NA), Italia
Artista cosmopolita e visionario, Francesco Clemente è una figura centrale della Transavanguardia italiana. Il suo lavoro si distingue per una straordinaria apertura culturale e spirituale, sviluppata attraverso lunghi soggiorni in India, New York e nel Sud Italia. La sua pittura, profondamente narrativa e simbolica, mescola miti antichi, spiritualità orientale, erotismo e memoria personale, in un linguaggio fluido, onirico e spesso autobiografico.
Clemente collabora con poeti e musicisti, esplora la miniatura indiana, l’acquerello, l’affresco e la pittura su tela di grande formato. La sua poetica è nomade, attraversa linguaggi e geografie, in un continuo incontro tra corpo, mente e immaginario. Le sue opere sono presenti nei più importanti musei del mondo, tra cui il Guggenheim, il MoMA, la Tate Modern e il Centre Pompidou.
Francesco Clemente
JK’s walk IV, 2011
185×264,5 cm
Questa composizione di grandi dimensioni rivela pienamente il linguaggio simbolico, fluido e psichico tipico di Francesco Clemente. Lo sfondo è dominato da toni caldi e solari, ma interrotto da un reticolo frastagliato di segni scuri che sembrano fenditure, crepe, scariche energetiche: linee di frattura che attraversano il piano visivo e psichico.
A emergere lungo queste linee sono orme, impronte umane, che marcano il passaggio, il transito, la memoria corporea. L’idea del cammino – fisico o spirituale – è centrale: chi guarda è invitato a decifrare un percorso interiore, fatto di esperienze, desideri, ferite.
In basso, due volti fusi in un bacio diventano immagine archetipica di unione e rinascita. Le corna che spuntano dalle teste suggeriscono un contatto con il mondo animale, mitologico o dionisiaco. L’insieme evoca eros, trasformazione, e la ciclicità tra distruzione e creazione.
La tecnica dell’acquerello, con i suoi margini liquidi e trasparenti, contribuisce a rendere tutto sospeso, sognante, viscerale, come accade nei lavori più intimi e visionari di Clemente.
Francesco Clemente
Napoli e’ xiii 2017/2018
46×61 cm
In questo delicato acquerello, Clemente rende omaggio alla sua città natale con ironia, amore e simbolismo. Sullo sfondo di una veduta classica del Golfo di Napoli – resa quasi da pittore vedutista – campeggiano due braccia incrociate che mostrano il gesto delle corna, simbolo apotropaico napoletano. In basso, un enorme corno rosso fluttua tra le acque come talismano arcaico e popolare, sacro e profano insieme.
L’opera racchiude l’essenza del lavoro di Clemente: la capacità di fondere alto e basso, tradizione e contemporaneità, mistica e ironia. Napoli non è solo soggetto, ma luogo psichico e mitologico, evocato con affetto e libertà pittorica.
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