Matteo Montani
1972, Roma, Italia
Dopo una formazione classica e gli studi all’Accademia di Belle Arti di Urbino e Roma, Matteo Montani si diploma nel 1997 con una tesi sul blu come funzione espressiva. La sua ricerca artistica si è sviluppata attraverso un uso originale della carta abrasiva come supporto pittorico, capace di catturare epifanie visive e interiori. La pittura di Montani è contemplativa, sottile, evocativa: una soglia tra luce e materia, tra visibile e invisibile. Nel corso della sua carriera espone in gallerie e musei italiani e internazionali, e le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private.
Con Stefano Rastrelli non c'è solo stima artistica: li unisce una profonda amicizia, che rende la presenza delle sue opere nella collezione ancora più significativa.
Questa opera iconica appartiene alla serie definita King’s Blue, per l'intensità del blu utilizzato, quasi ipnotico, capace di evocare paesaggi interiori ed energie silenziose. Le pennellate verticali, come flussi di energia interrotti, sembrano risuonare come un’eco visiva, tra il gesto e l’epifania. Il titolo stesso suggerisce una danza leggera, impalpabile, ma potente: un movimento che non si lascia afferrare, un passaggio, un’apparizione. È pittura che non rappresenta ma “rivela”, come un varco tra il visibile e l’invisibile. Nella sua astrazione, Matteo Montani invita a perdersi e a ritrovarsi in uno spazio interiore.
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Matteo Montani
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