Giulio Paolini
1940, Genova, Italia
Giulio Paolini è tra i protagonisti indiscussi dell’Arte Contemporanea italiana ed europea. Esponente storico dell’Arte Concettuale, la sua ricerca si muove da sempre attorno al tema della rappresentazione, dell’autoreferenzialità dell’opera d’arte e della figura dell’artista come “spettatore” più che creatore. Dopo l’esordio alla Biennale di Venezia del 1964, la sua carriera si è costellata di mostre nei più importanti musei internazionali, dal Centre Pompidou al MoMA.
Artista dal pensiero raffinato e dalla sensibilità quasi metafisica, Giulio Paolini è venuto personalmente in visita presso Cervino28 Art Studio, dove ha potuto apprezzare la filosofia del progetto. La galleria ad oggi, ospita una delle sue opere più prestigiose, rafforzando un legame prezioso tra collezionista e artista.
Questa installazione di Giulio Paolini è uno dei lavori più significativi presenti in Cervino28. È un’opera che conosco bene e che ho avuto la fortuna di veder nascere e prendere forma direttamente qui, nello spazio espositivo, sotto la guida attenta dell’artista.
Si intitola Doppia verità (copia e riflessi), ed è composta da quattro colonne in gesso disposte secondo un ordine preciso, ognuna con un oggetto diverso sopra: una sfera dorata, un sasso, un poliedro di metallo e dei frammenti di gesso. A terra, al centro, c’è una lastra di specchio che riflette tutto, ma non solo: su di essa è inciso il disegno stesso dell’opera, come se ci trovassimo davanti a una mappa, a una “copia” concettuale di ciò che stiamo vedendo.
Attorno allo specchio sono sparsi frammenti di plexiglass e legno, che richiamano le cornici dei due specchi alle pareti, aggiunti da Paolini in occasione dell’allestimento del 2025 qui in Cervino28. Un dettaglio che l’artista ha voluto per ricordare l’atmosfera della Sala degli Specchi di Villa Olmo, dove l’opera era stata precedentemente esposta.
L’insieme crea un equilibrio visivo perfetto, ma al tempo stesso inquieto. Ci sono ordine e disordine, armonia e frammentazione, riflessione e disorientamento. Il titolo stesso, Doppia verità, ci mette in guardia: forse non esiste una sola verità, ma un gioco di riflessi e contrasti, come accade spesso nell’arte.
Per me, questa installazione è un invito ad andare oltre l’apparenza, a sospendere per un attimo la realtà per entrare in quello spazio sospeso e misterioso che è la rappresentazione. Ecco perché sono felice che sia visibile qui, in Cervino28, dove continua a dialogare ogni giorno con chi entra e si ferma ad ascoltarla con lo sguardo.
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