Gilberto Zorio

1944, Andorno Micca (Biella), Italia

Gilberto Zorio è uno dei protagonisti storici dell’Arte Povera, movimento che ha rivoluzionato l’arte contemporanea italiana a partire dalla fine degli anni Sessanta. La sua ricerca si distingue per l’uso di materiali industriali e chimici – come il rame, il piombo, il cloruro di cobalto, il fosforo – e per una tensione costante tra energia, trasformazione e instabilità.
Zorio concepisce l’opera come un campo di forze in continua evoluzione, spesso attraversato da simboli archetipici come l’alambicco, la stella o la lancia, che incarnano tensioni fisiche e spirituali. Le sue installazioni, sculture e disegni sono alchimie visive in cui materia ed energia diventano elementi estetici e concettuali.
La sua opera è presente in numerosi musei e collezioni internazionali, dal Centre Pompidou alla Tate Modern, e continua a esercitare un’influenza profonda sulla ricerca contemporanea.

Gilberto Zorio Stella Cangiante 2006

Gilberto Zorio

Stella Cangiante, cloruro di cobalto, fosforo, acrilico su cartone, 2006
72x103 cm

In Stella Cangiante, Gilberto Zorio ripropone uno dei suoi simboli ricorrenti: la stella, figura archetipica e segno energetico. Tracciata su una superficie scura, vibrante, quasi vulcanica, la stella non è statica: cambia, riflette, si attiva con la luce e l’umidità grazie ai materiali sensibili come il cloruro di cobalto e il fosforo, evocando processi chimici e trasformazioni naturali.

L’opera non è soltanto da guardare, ma da percepire nel tempo, come un organismo vivo. La superficie sembra incisa da una tensione interna: la forma luminosa della stella emerge dal fondo oscuro come un segnale, un orientamento, una forza latente.
In questo contrasto tra luce e buio, tra forma e materia, si manifesta il cuore della poetica di Zorio: l’arte come processo alchemico, come energia visiva e spirituale. Stella Cangiante è una presenza pulsante, un emblema silenzioso della trasformazione.