Piero Pizzi Cannella

1955, Rocca di Papa (RM), Italia

Esponente centrale della Scuola di San Lorenzo, Piero Pizzi Cannella è una delle voci più poetiche e riconoscibili dell’arte italiana contemporanea. Dopo gli esordi concettuali negli anni Settanta, ha sviluppato un linguaggio inconfondibile fatto di simboli ricorrenti, sfondi monocromi e oggetti evocativi, dove la pittura si fa racconto intimo e universale.

Mappe, vestiti, troni, cattedrali: ogni elemento nei suoi dipinti assume il peso di una reliquia privata, un’icona che si staglia nel tempo. La materia pittorica, spesso scura e stratificata, vibra di presenze silenziose, sospese tra fragilità e forza. Le sue opere evocano uno spazio della memoria, intimo e teatrale, dove si incontrano Oriente e Occidente, sacro e quotidiano.

Piero Pizzi Cannella Cattedrali 2003

Piero Pizzi Cannella

Cattedrali 2003
70x50 cm

In questa opera, Pizzi Cannella traccia tre sagome scure, gotiche, come presenze immobili su un fondale terroso. Le “cattedrali” non sono edifici, ma figure simboliche, che emergono dalla materia come apparizioni. L’opera respira di silenzio e di tempo, di spiritualità e di pittura come gesto rituale. Le colature, le bruciature cromatiche e le tracce di bianco definiscono un’atmosfera sospesa, tra ombra e luce sacra.

Piero Pizzi Cannella Pura seta a Firenze 2013

Piero Pizzi Cannella

Pura seta a Firenze 2013
200x135 cm

Un abito, solo, fluttua nel buio. È l’essenza del femminile, del ricordo, della sensualità. Realizzato con impasti ricchi e stratificati, l’abito emerge dalla tela come un reperto emotivo, una reliquia di memoria e desiderio. Il fondo nero, profondo e silenzioso, amplifica la presenza pittorica del soggetto, che non è un corpo ma il segno lasciato dal corpo, la traccia della sua assenza. L’opera è struggente e potente, tra eros e mistero.

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