Stefano Arienti
1961, Asola (MN), Italia
Stefano Arienti è una delle figure più originali dell’arte italiana contemporanea. Dopo la laurea in Scienze Agrarie, si avvicina al mondo dell’arte negli anni Ottanta sviluppando un linguaggio sperimentale, ironico e concettualmente acuto. Il suo lavoro si muove tra disegno, pittura, installazione e interventi su materiali poveri o di recupero – dai giornali ai poster, dai libri scolastici ai manifesti.
Arienti esplora la ripetizione, la copia e la trasformazione come strumenti creativi, ponendosi sempre in bilico tra cultura alta e cultura popolare. L’opera d’arte per lui è un terreno aperto di manipolazione visiva, dove l’autorialità si confonde con il gesto manuale e la memoria collettiva. Ha esposto nei principali musei italiani e internazionali, dalla Biennale di Venezia al MAXXI, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo al Museo Madre.
In questo dittico, Stefano Arienti reinterpreta un celebre paesaggio impressionista di Claude Monet, restituendolo non come semplice omaggio, ma come esercizio di sguardo, memoria, sovvrapponendo a dei poster del “pongo” come fossero pennellate materiche. Il soggetto – un tratto della Senna a Vétheuil – viene dipinto due volte, con leggere variazioni nella luce, nel tratto e nella densità cromatica.
Il risultato è un dialogo tra originale e variazione, tra natura e immagine, tra storia dell’arte e gesto contemporaneo. L’utilizzo del pongo, materiale a lui caro, trasforma l’impressione fuggevole in una riflessione sulla pittura come tempo e come stratificazione. L’opera è insieme paesaggio e concetto, bellezza e consapevolezza del vedere.
