Gianni Asdrubali
1955, Tuscania (VT), Italia
Gianni Asdrubali è uno degli esponenti più radicali della pittura astratta italiana contemporanea. Fin dagli anni Ottanta ha sviluppato una ricerca fondata sul gesto pittorico come evento spaziale, in una costante tensione tra segno e superficie. La sua pratica si nutre di movimento, urto, energia e rifiuta ogni compiacenza decorativa: il quadro è un campo d’azione, un’interferenza dinamica tra pieno e vuoto, tra forma e antiforma.
È stato protagonista del gruppo “La Nuova Scuola Romana” e ha esposto in rassegne internazionali come la Biennale di Venezia, il PAC di Milano, la Galleria d’Arte Moderna di Roma, oltre a gallerie in Europa e negli Stati Uniti.
In questa poderosa opera polittica, Asdrubali dispiega una pittura che invade lo spazio come energia pura, proiettandosi oltre i confini della superficie. I pannelli sagomati amplificano la tensione visiva: il colore – un magenta profondo – si imprime come gesto impulsivo, ripetuto, urtante, che lotta con la forma e la moltiplica.
Non c’è centro né narrazione, ma un’onda continua di attrazione e repulsione, in cui il segno pittorico diventa struttura e l’opera una vera “macchina spaziale”. La parete non contiene l’opera: è l’opera a contenere la parete. Un’esplosione di pittura in forma espansa.
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